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La Stampa - 12 Maggio 2008

LA SALA OPERATORIA VIAGGIA IN AEREO
La Stampa - 12 Maggio 2008


Non si ritiene un eroe. "Gli eroi sono le persone come Madre Teresa. Io sono una persona normale, faccio ciò che potrebbe fare chiunque: metto a disposizione di chi ha bisogno il mio tempo e la mia professionalità".
Alessandro Modia Rore, 38 anni, origini cilene, ma aostano d’adozione, è un pilota che dal ‘99 vola nei Paesi del mondo martoriati da guerre, calamità naturali. Con un pugno di amici cerca viveri e medicinali, trova la Compagnia che gli metta a disposizione un aereo e porta ciò che serve direttamente a chi ne ha bisogno.

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Adesso vuole fare di più. Attraverso l'associazione fondata alcuni anni, la Canguro onlus Flights Aid (di cui è presidente), ha avviato un progetto che, se dovesse andare in porto, sarebbe il primo in Europa: la realizzazione di un Air Hospital, un aereo ospedale attrezzato con due sale operatorie oculistiche, una odontoiatrica e, all'esterno, una tenda pneumatica da 10 posti.

L'idea è nata un paio di anni fa. “Andando in missione in posti come il Kosovo, il Kenya o, nel novembre scorso, nella Repubblica Dominicana devastata da un ciclone - spiega Modia Rore - ci si accorge di quali sono i problemi reali. I pochi ospedali sono fatiscenti, basta una lampadina bruciata perché si fermi tutta l’attività. L’aereo ospedale può garantire, in pochi giorni e nei posti dove più serve, di curare centinaia di adulti e bambini per cose che a noi sembrano banali, come una congiuntivite o una cataratta, ma che in molte zone significano l’impossibilità di sopravvivere. Aree impervie e difficoltà di accesso non sono un problema. A noi basta una pista, anche sterrata, lunga 1500 metri. E l’aereo dovrà essere autonomo anche dal punto di vista energetico.

I primi passi sono già stati fatti. “Grazie ai 160 mila euro donati dalla Fabbrica del Sorriso e ai contributi di sponsor privati - continua il pilota aostano - è stata acquistata parte delle attrezzature e predisposta tutta la parte logistica, coma gli appoggi con le associazioni umanitarie che operano nel mondo”. Ci sono già anche i volontari: uno staff di infermieri e medici (tra cui l’oculista eporediese Paolo Pesando, con la sua équipe già protagonista di numerosi interventi umanitari nei Paesi più poveri), che a turno si metteranno a disposizione per le missioni. Manca soltanto l’aereo. Un problema non da poco, visti i costi., Lo staff di Canguro sta puntando su due diversi velivoli: il Fokker 27 Miniliner, un milione e 200 mila euro, e l’ATR 42, 2 milioni e 200 mila euro. “Quest’ultimo sarebbe l’ideale - continua Alessandro Modia Rore -, me per cominciare andrebbe bene anche il Fokker. L’associazione é ora impegnata nella ricerca dei fondi necessari. Inutile bussare agi enti pubblici: “Un progetto di questo genera é al di fuori dei loro statuti – dice il pilota. Le istituzioni finanziano progetti già partiti, potrebbero dare contributi per le spedizioni. Oppure l’ONU ci finanzierebbe l’apertura di un piccolo ospedale in loco.

Por questo ci si rivolge ai privati. Sul sito Internet www.canguroaid.org si trovano tutte le informazioni sull’associazione, i bilanci, le attività svolte in questi anni e i dettagli del progetto “Air Hospita”. Compresi i modi por contribuire alla realizzazione dell’iniziativa, tra cui il 5 per mille sulla denuncia del redditi.


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Nascono le "Sentinelle della Pace"

Studenti universitari e militari a fianco a fianco in una esercitazione di peacekeeping, stage per imparare adiventare "sentinelle della pace" organizzato dalla facoltà di Scienze Politiche insieme alla brigata alpina Taurinense. Scenario dello stage il comprensiorio militare di Baudenasca a Pinerolo. Vi hanno partecipato ai 25 studenti (età compresa fra i 26 e 45 anni), al termiine di un corso duranto 14 settimane per un totale di 280 ore fra lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche: ognuno degli allievi ha pagato tre milioni. Per loro si aprono sbocchi nel campo dell'Onu, con le missioni di pace che le Nazioni Unite organizzano nei paesi in guerra, oppure con le iniziative di cooperazione internazionale.

Antonio Giaimo


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