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Pesando, oculista con il mal d'Africa

Conciliare un'attività professionale "italiana", incentrata sulle più innovative tecniche chirurgiche di intervento oculistico, con un "mal d'Africa" che lo ha portato a trascorrrere, come medico volontario, lunghi periodi sotto gli alberi secolari intorno a cui, nella savana, sorgono i viillaggi. Ecco che cosa ha cercato di fare, a partire dalla fine degli anni 70, Paolo Pesando.
Eporediese, dopo la laurea in Medicina conseguita a Torino nel '74, si è specializzato in oculistica nella clicnica universitaria di Parma, tuttora diretta da un altro piemontese, Giovanni Maraini, originario della Valle Susa. Rocorda Pesando: "Già allora Parma si dimostrava all'avanguardia nella cura della cataratta e delle malattie della retina.

Alternando all'attività clicinico-chirurgica e l'insegnamento, in Emilia Romagna sono rimasto fino all'84. Nei successivi due anni, sono diventato capochirurgo e responsabile, su incarico del ministero degli esteri, della cooperazione italo-etiopica per la prevenzione della cecità". Una partnershipp che è valsa la costruzione di due cliniche oculistiche: A Jimma, nella regione dell'Etiopia che confina con il Sudan, e a Schashamane, verso la Somalia.

Questo progetto ha permesso di formare suil posto personale paramedico, comportando anche l'esecuzione 2 mila interventi: cataratte, glaucomi, distacchi della retina, trapianti di cornea. Spiega Pesando: "Il richiamo dell'Africa per me, ha una forte valenza familiare. Infatti mio nonno, Paolo Chiono, lasciò la cattedra di chirurgia urologica all'università di Torino per fondare, alla fine degli anni 30, l'ospedale di Njeri, nel centro del Kenya. Il suo sogno era di far sorgere un ospedale di eccellenza sugli altipiani


Sole 24 Ore - Lunedi, 16 Luglio 2001


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